L’oncologia che vorrei

Storie di quotidiana buona sanità

Penso che nessuno desideri far parte dei pazienti di un reparto oncologico ma questo è il commento più frequente di quanti, per qualsiasi motivo, entrano nel Reparto di Oncologia al IV piano dell’Ospedale Civile di Carrara.

È un reparto di altissimo livello, un centro di riferimento nazionale per molteplici tipi di neoplasie. Vi è un’ottima organizzazione sia nel reparto di degenza che nel day hospital e tutto il personale oltre a svolgere le proprie mansioni, crede fermamente che, oltre alle cure sanitarie, sia indispensabile dare al paziente ed ai familiari l’opportunità di vivere situazioni che diano la gioia di momenti normali, spogliandosi dell’abito che definisce il limite fra medico e paziente: il medico si toglie il camice, il paziente abbandona il pigiama “di ordinanza” e partecipa agli eventi in abiti “civili”.

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Chi entra in reparto, respira da subito un’aria un po’ speciale:
vi è un vero e proprio menù che elenca attività svolte per coinvolgere i pazienti in occupazioni e incontri di svago con il personale. Gli ambienti ti accolgono con colori piacevoli, vi è una particolare attenzione per rendere i luoghi di cura e di degenza gradevoli: pareti colorate, terrazze vista mare (questo è un dono naturale del luogo!) nelle quali è possibile fare la seduta di chemioterapia fra piante fiorite; un pianoforte a coda che fa compagnia agli astanti della sala
di attesa, a volte solo con la sua autorevole mole, a volte con la musica che si libera al tocco sapiente dei suoi tasti da parte di un musicista di professione o del primario, che non disdegna di cantare dei brani tra una visita e l’altra. Tutto ciò è molto terapeutico.

E di persone, qui, ne arrivano veramente tante: oltre al flusso costante di malati che giungono da tutta Italia, il reparto è aperto – nel vero senso della parola – a quanti partecipano e gravitano intorno alle molteplici attività che vengono svolte e agli incontri che regolarmente si tengono con musicisti, attori, comici, scultori, pittori, con un “cartellone” da fare invidia a tanti teatri di acclarata fama, da quando, in un terreno così fertile, ha preso il via e si è consolidato il progetto dei “Donatori di Musica” (www.donatoridimusica.it).
Tutto nacque nel 2007, quando Gian Andrea Lodovici, producer discografico e organizzatore di eventi musicali, degente nel reparto, venne spronato dal primario a non pensare e vivere soltanto del passato, ma a coltivare le proprie passioni anche durante il ricovero. Così Lodovici organizzò
concerti grazie alla collaborazione dei suoi amici musicisti, alcuni dei quali hanno proseguito questo progetto anche dopo la sua scomparsa, proprio nella sala d’attesa a lui dedicata, e il mercoledì sera è diventato un gradevolissimo e atteso appuntamento fisso tenuto dai “Donatori di Musica”.

Altro aspetto positivo è che il progetto è stato esteso ad altre oncologie italiane, fino a essere esportato anche in America, grazie al noto pianista Martin Berkofsky, dopo aver tenuto un concerto nell’ospedale toscano.

Ma perché parlare di questo argomento in un giornale dedicato alla bellezza?

In questo reparto non si cura solo il tumore, la presa in carico del paziente è globale. Dal settembre 2007 è attivo un ambulatorio di Medicina Estetica che si occupa dei danni provocati dalle terapie oncologiche sulla cute e gli annessi tali problematiche, gestito da un Medico Estetico e da una Biologa Nutrizionista.
E’ piacevole far conoscere una realtà positiva che svetta nel mare di notizie sulla malasanità e perché tutto ciò non sembri solo una favola…bando alle chiacchiere: ecco le immagini!!!

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